Passato e presente Banchetti rinasciment
ella forchetta fu Caterina De' Medici. Il modo di allestire i banchetti e le regole sui cibi con cui imbandirli sono, nel corso dei secoli, un vero e proprio linguaggio. Tra predicatori, legislatori e umanisti, la mensa evolve: codifica i ranghi,regola i comportamenti e rende visibile la scala dell'ordine sociale. Nella logica dell'aristocrazia guerriera, chi comanda deve mostrare vigore persino nel modo di mangiare: l'eccesso è vanto aristocratico, la carne è cibo dei potenti, fonte divigore e preludio alla guerra. La tavola cavalleresca celebra la dismisura come segno di ricchezza: i banchetti durano giorni, riuniscono centinaia di convitati e sigillano alleanze. Ma Già nel XIV secolo, l'epoca dell'abbondanza tramonta, lasciando spazio a un nuovo modo di intendere il cibo: misurato, calcolato e simbolico. Dalle cucine brulicanti alle sale sontuose dei palazzi signorili, il convito si trasforma: non conta più quanto spazio occupi il cibo nello stomaco, ma quanta meraviglia susciti negli occhi dei commensali. I banchetti rinascimentali raccontano così una storia di equilibrio tra eccesso e misura, tra sapore e sapere, creando modelli destinati a influenzare, per secoli, la cultura gastronomica e le tradizionieuropee. In studio con paolo Mieli la prof.ssa Maria Giuseppina Muzzarelli - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Ospite in studio la prof.ssa Giuseppina Muzzarelli Con la partecipazione di PietroSorace Regia di Davide Frasnelli Produttori esecutivi Vitilde D'Onofrio e Valentina Tassini